
Durante la crescita, bambini e ragazzi si trovano spesso a confrontarsi con risultati, giudizi e aspettative. Un voto, una gara, una selezione, un confronto con un coetaneo o il modo in cui percepiscono il proprio corpo possono diventare elementi attraverso cui misurare il proprio valore.
Per questo proponiamo due serate di approfondimento dedicate agli adulti che accompagnano bambini e ragazzi nel loro percorso di crescita: genitori, insegnanti, educatori e allenatori.
Come aiutare bambini e ragazzi a non sentirsi definiti dai loro risultati.
Cosa succede quando un bambino o un ragazzo inizia a pensare che il proprio valore dipenda da ciò che riesce a ottenere?
Dietro alla domanda “E se non ce la faccio?” possono esserci la paura di sbagliare, il timore di deludere i genitori, la difficoltà ad accettare i propri limiti o il bisogno di sentirsi all’altezza delle aspettative degli altri.
Durante la serata rifletteremo su cosa accade quando un ragazzo finisce per identificarsi con i propri risultati e su come possiamo aiutarlo a fare una distinzione fondamentale: un insuccesso non dice chi sono, ma racconta semplicemente che, in quel momento, qualcosa non ha funzionato.
Si parlerà di errore, fatica, aspettative e autonomia, partendo da situazioni concrete e da esperienze che coinvolgeranno direttamente gli adulti presenti.
L'obiettivo non è eliminare la fatica dal percorso di crescita, ma imparare a stare accanto ai ragazzi senza sostituirsi a loro, lasciando spazio, mettendo limiti e costruendo fiducia nelle loro possibilità.
Quando il corpo diventa il metro con cui i ragazzi misurano il proprio valore.
Durante la preadolescenza e l’adolescenza il corpo cambia profondamente e, insieme al corpo, cambia anche il modo in cui ragazze e ragazzi guardano se stessi.
Social, fotografie, filtri, modelli estetici, commenti degli amici e parole degli adulti possono contribuire a creare l’idea che esista un corpo “giusto” a cui assomigliare. Il corpo può così diventare qualcosa da controllare, giudicare e correggere continuamente.
Ma cosa si nasconde dietro un “Non mi piaccio!”?
Durante la serata proveremo ad andare oltre l’aspetto puramente estetico, guardando al corpo come una parte importante del processo attraverso cui un ragazzo costruisce la propria identità e fa esperienza di sé.
Ci confronteremo sull'influenza del confronto con gli altri, dei social e dei modelli estetici, ma anche sul peso che possono avere le parole degli adulti.
Uno spazio specifico sarà dedicato anche al contesto sportivo, per provare a spostare lo sguardo dal corpo da valutare al corpo che può fare, imparare, sperimentare, sentire e stare in relazione con gli altri.
Le due serate saranno condotte da Fabiana Pina, counselor psicopedagogica, che da oltre vent’anni lavora con adolescenti, genitori e realtà educative.
Nel suo percorso professionale si è occupata di difficoltà scolastiche, relazioni familiari, orientamento, inclusione e costruzione dell’autonomia, collaborando con istituti scolastici, realtà sportive e staff educativi.
È Parent Counselor a metodo Daniele Novara e conduce incontri e percorsi formativi rivolti a genitori, insegnanti, educatori, allenatori e, più in generale, alle comunità educanti.
Le serate saranno quindi un’occasione per fermarsi a riflettere sul ruolo degli adulti nella crescita, cercando modalità concrete per sostenere bambini e ragazzi senza aumentare la pressione, favorendo invece autonomia, fiducia e consapevolezza.
📅 15 ottobre e 19 novembre 2026
🕐 20.30-22.00
📍 Aqvaclvb Grumello
🎟️ Iscrizione tramite il seguente link: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdvUQ2YhTQxemsEc9iDPr6EXF31Q18ejwCVEoqKSK6dFSwdUA/viewform?usp=header
Per informazioni: scrivici@pogi.it